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Attività -
Manifestazioni
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Venerdì 18 Maggio 2012 15:02 |
Il “Comitato Cittadini NON sudditi” ha indetto una Riunione DIMOSTRATIVA, CONTRO la Luccini & Artoni, per tentare di evitare che riprenda le emissioni pericolose per la nostra salute.
Con la collaborazione di alcuni gruppi politici della minoranza di Segrate.
Per le ore 10,30 di Sabato 26/05/2012.

Saremo presenti anche con banchetti (2) per la raccolta delle firme per una azione legale contro la L&A (Class Action), l’altro banchetto sara’ messo davanti al supermercato di v. Cristei. Ci troveremo TUTTI vicino alla Chiesa (Segrate centro) davanti alla Farmacia, all’incrocio fra v. Roma e v. 25 Aprile (dove vi era il vecchio Tempietto) |
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Campagne -
Be.Bre.Mi
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Domenica 13 Maggio 2012 20:23 |
Due modi di gestire il passaggio della BreBeMi sul proprio territorio
PIOLTELLO



SEGRATE


E PER FINIRE UNA BELLA DISCARICA ABUSIVA SUL TRACCIATO DELLA VIABILITA' SPECIALE!

NON VOGLIAMO ESSERE DEMAGOGHI MA DALLE COLOMBIADI AD OGGI (20 ANNI) QUESTA E' LA SITUAZIONE. NATURALMENTE CI AUGURIAMO DI ESSERE SMENTITI E CHE AL TERMINE DEI LAVORI LE SITUAZIONI SI EQUIVALGANO. CI SPIACE CHE NEL PROGETTO NON CI SIA NESSUNA GALLERIA A MITIGARE L'IMPATTO DEL TRAFFICO SULLA CITTADINANZA MA CHE ADDIRITTURA L'INTERRAMENTO DEL TRACCIATO STIA PER ESSERE ELIMINATO CAUSA INNALZAMENTO DELLA FALDA. SPERIAMO ANCHE QUI DI ESSERE SMENTITI MA.. STRANAMENTE NEL TRATTO LAVANDERIE-REDECESIO L'ALVEO STRADALE SI E' "IMPROVVISAMENTE" SOLLEVATO DI 2 METRI. |
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News -
Giornali
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Martedì 01 Maggio 2012 10:45 |
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Cal e Brebemi hanno concordato una procedura trasparente e accelerata che permetterà di poter erogare ai proprietari che già avevano sottoscritto gli accordi bonari le indennità dovute. Un giro che coinvolge 1500 ditte per 130 milioni

Bergamo, 27 aprile 2012 - Dalla prossima settimana saranno sbloccate le indennità a favore dei proprietari di terreni e imprese agricole interessati dagli espropri della Brebemi. Questo l’esito dell’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Lombardia, a Milano, in merito alla realizzazione dell’autostrada Milano-Bergamo-Brescia. Convocato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilita’, Raffaele Cattaneo, l’incontro ha visto la presenza anche del presidente e dell’amministratore delegato di Brebemi, Francesco Bettoni e Duilio Allegrini, dell’amministratore delegato di Cal (Concessioni Autostradali Lombarde) Antonio Rognoni e dei consiglieri regionali Mauro Parolini e Pierluigi Toscani che avevano chiesto una riunione sul tema.
Al centro della riunione la situazione dei pagamenti delle indennità di esproprio a favore di quei proprietari i cui possedimenti sono interessati dai cantieri e per i quali le erogazioni erano state ritardate. Una recente sentenza della Corte Costituzionale aveva infatti dichiarato la non applicabilità delle tabelle dei valori agricoli medi stabilite dalle apposite Commissioni Provinciali, rinviando invece ai valori di mercato. Si era così ingenerato un vuoto normativo senza precedenti giuridici cui fare riferimento.
Cal e Brebemi hanno concordato una procedura trasparente e accelerata che permetterà di poter erogare, a partire dalla prossima settimana, ai proprietari che già avevano sottoscritto gli accordi bonari, le indennità dovute. Per tutte le circa trecento pratiche in sospeso è prevista pertanto la liquidazione entro il prossimo mese di maggio. Brebemi ha anche assicurato che entro la fine di giugno si può prefigurare la conclusione di tutti i rimanenti accordi bonari e conseguente liquidazione anche per i proprietari dei terreni che non sono ancora stati oggetti di avvio delle attività di cantiere.
“L’obiettivo del ‘tavolo’ di oggi -ha sottolineato Cattaneo- è stato l’individuazione di una soluzione per sbloccare le indennità a favore dei proprietari interessati dagli espropri di Brebemi e di tempi certi per la loro erogazione e questo incontro ha dato gli esiti che ci eravamo prefissati. La Regione -ha spiegato l’assessore- sarà parte attiva per monitorare che i pagamenti vengano effettuati secondo i tempi che abbiamo stabilito”.
Complessivamente sono state interessate circa 1.500 ditte proprietarie e circa 250 affittuari. Di queste circa il 60% ha sottoscritto accordi di cessione bonaria per un valore totale di indennità di circa 130 milioni di euro, dei quali circa 83 milioni sono stati già pagati, altri 30 circa sono in fase di autorizzazione e saranno pagati a breve.
Giorno - Martesana
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Giornali
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Lunedì 23 Aprile 2012 20:36 |
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Segrate, la casa resta un miraggio
L'assessore al Territorio Angelo Zanoli: "Prima dobbiamo risolvere i problemi degli stabili già edificati dalla Vegagest. Poi presenteremo un’ipotesi di intesa"

Segrate, 22 aprile 2012 — È ancora lontano il traguardo della nuova convenzione per la Boffalora, l’area sulla quale dovrebbe sorgere da anni il mega quartiere residenziale di Santa Monica. Case e servizi per 3.500 abitanti, un progetto rimasto al palo per le difficoltà finanziarie dell’immobiliare che ha siglato il progetto. Ormai prossima alla scadenza, la convenzione era stata stipulata nel 2005 dall’amministrazione per mettere nero su bianco i servizi pubblici che la società immobiliare Vegagest dovrà realizzare a scomputo degli oneri di urbanizzazione. A luglio è prevista la scadenza di un documento strategico per il futuro del comparto. Secondo quanto emerso durante la Commissione Territorio del Comune, che si è riunita mercoledì, la rinegoziazione di una nuova convezione è ancora lontana.
Prima di trattarne il rinnovo, secondo quanto illustrato dall’assessore al Territorio Angelo Zanoli, bisognerà affrontare i problemi denunciati dagli abitanti dei primi due lotti realizzati, ovvero i disagi legati all’impermeabilizzazione dei palazzi. Si tratta di guai pesantissimi, da anni al centro di una battaglia legale avviata dagli inquilini delle case in edilizia convenzionata.
«Parliamo del fatto che i box del secondo seminterrato sono sempre allagati - spiega Giancarlo Filippetta, uno dei cittadini che da anni segue da vicino il problema della Boffalora -. Di conseguenza le pompe devono essere quasi sempre in funzione, con i relativi costi di energia a carico degli inquilini. Gli stessi residenti hanno richiesto una perizia per valutare il costo dello spostamento di ascensori, contatori e box dal seminterrato. Gli abitanti del quartiere faranno valutare anche i costi di consolidamento necessari a causa dalla presenza dell’acqua stagnante».
Una volta risolti i problemi, l’amministrazione presenterà in commissione una bozza di nuova convenzione, nella quale si dovrà tenere conto, secondo quanto annunciato da Zanoli, anche delle esigenze della Vegagest. Teoricamente, a luglio l’amministrazione potrà incassare i soldi della fideiussione versata dall’immobiliare su un conto comunale, soldi che la società ha messo a garanzia della realizzazione delle opere di urbanizzazione: strade, marciapiedi, parcheggi e illuminazione pubblica.
Servizi necessari per gli abitanti che, tuttavia, non sono mai stati completati e che, secondo quanto previsto dalla convenzione in scadenza, potrebbero essere realizzati direttamente dal Comune con i soldi della fideiussione. Senza un nuovo accordo, dopo l’estate la società che gestisce il progetto Santa Monica non potrà continuare a edificare. Dopo mesi di trattative e un blocco dei cantieri durato a lungo, l’anno scorso è stato firmato un patto temporaneo tra Comune e Vegagest, un impegno formale che ha consentito alla società di proseguire l’edificazione del progetto.
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Martedì 17 Aprile 2012 12:15 |
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E' stata rigettata la richiesta di ampliamento dei capannoni della Lucchini Artoni in via Tiepolo a Segrate. A deciderlo l'Amministrazione comunale. Adesso si attende la decisione del Tar in merito al ricorso dell'azienda

Segrate, 17 aprile 2012 - Primo round ai cittadini. È stata rigettata, infatti, la richiesta di ampliamento dei capannoni della Lucchini Artoni, atto iniziale della battaglia contro le emissioni moleste che arrivano dallo stabilimento di via Tiepolo. A deciderlo è statal’Amministrazione comunale, che ieri mattinadurante la conferenza dei servizi ha detto no alla costruzione di un nuovo impianto di trattamento del bitume. Promessa mantenuta.
Lo scorso marzo, infatti, il vicesindaco Mario Grioni aveva detto a chiare lettere che gli odori molesti andavano fermati, per evitare di esporre i cittadini ai disagi provocati dalla produzione di materiale per l’asfalto. Detto fatto. Un mese dopo, lo stop da parte della conferenza dei servizi. Grandi assenti durante l’incontro di ieri mattina Provincia e Regione, ma la posizione di Segrate non ha lasciato spazio a dubbi. Ora non rimane che attendere la decisione del Tar nei confronti del ricorso dell’azienda contro l’ordinanza di sospensione delle attività emessa dal sindaco Alessandrini, un’azione decisa che il tribunale regionale ha sospeso in attesa di giudizio.
Un’ordinanza trasformata, almeno per il momento, in carta straccia. In questo momento la lavorazione di conglomerato di bitume è sospesa in attesa che arrivi la stagione più adeguata per i lavori stradali, ma fra poche settimane i camini ricominceranno a emettere fumi. L’amministrazione comunale sta valutandodiverse ipotesi per trovare salvaguardare la salute dei cittadini, trovando un punto di equilibrio tra le esigenze economiche dell’azienda con l’incompatibilità della lavorazione sul territorio.
«Una delle ipotesi è legata alla possibilità di riconvertire l’area di via Tiepolo — spiega il vicesindaco Mario Grioni — dando la possibilità alla Lucchini di costruire un capannone per usi meno impattanti. In questo modo, eviteremmo di creare un danno economico all’azienda, che porrebbe portare la lavorazione altrove. Sicuramente non più sul territorio di Segrate, dove ormai la città è talmente estesa da non consentire l’apertura di un nuovo stabilimento di questo genere». Ora la palla passa in mano ai legali dell’azienda, che sicuramente tenteranno il tutto e per tutto per spingere il Comune ad annullare la decisione di ieri mattina.
di Patrizia Tossi |
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Domenica 15 Aprile 2012 15:52 |
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Sinistra in piazza a Segrate per protestare ma Alessandrini ha un nuovo piano. Il primo cittadino chiede agli avversari di sostenerlo in Regione

Segrate, 15 aprile 2012 - Un cielo cupo e minaccioso non ha aiutato le forze d’opposizione di Segrate a raccogliere i cittadini in via XXV aprile nonostante l’importanza del tema trattato. Viabilità speciale la grande protagonista dell’incontro. Una ferita a vista, mai del tutto rimarginata dopo che, all’inizio degli anni ’80, erano cominciati i lavori per questa bretella di collegamento. Dare ossigeno alla città e deviare il forte traffico di passaggio lontano dalle case i compiti a lei assegnati. E se nel 1982 l’opera era già considerata strategica,oggi, con l’arrivo della Brebemi, la sua creazione diventa assolutamente indispensabile. Eppure si continuano a sommare ritardi, incidenti e contrattempi che, in oltre trent’anni di cantieri, hanno portato a una landa desolata che assomiglia più a un canale in secca che non a una strada. Per dare una scossa, sono scesi in piazza gli esponenti di Pd, Idv, Segrate nostra e Insieme per Segrate al grido: «Mobilitiamoci per la mobilità».
Non solo viabilità speciale però tra i temi affrontati. «Pretendiamo una Segrate diversa - spiegano i leader della minoranza -. Chiediamo che la bretella sia completata in tempi congrui a Expo 2015. Chiediamo lospostamento della Rivoltana sull’area delle ferrovie così da creare un ponte che colleghi Idroscalo, Novegro e Segrate centro. Chiediamo il prolungamento della metropolitana M4 e un potenziamento delle linee di collegamento di superficie con Milano».
Sulla viabilità poi, lo stesso sindaco di Segrate Adriano Alessandrini è sceso in campo per chiedere l’appoggio della fazione «avversa» pur di promuovere la battaglia in Regione. «Siamo stupiti, favorevolmente - anticipa Angelo Golin, di Insieme per Segrate -, della richiesta di sostegno presentataci dal sindaco e siamo disposti a collaborare». Ma, almeno per ora, si tratterebbe di un sostegno a scatola chiusa: «Alessandrini - continua Golin - non ci ha ancora fatto vedere questo documento, che dovrebbe contenere un programma volto a finire i lavori entro il 2014. Aspettiamo almeno di conoscerne le linee guida e, se potremo, saremo ben lieti di lavorare insieme per mettere una volta per tutte la parola fine a questa odissea».
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Giornali
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Sabato 14 Aprile 2012 18:05 |
Avrebbe gestito una discarica abusiva a Rogoredo
Il Comune di Milano e Autostrade per l'Italia Spa, proprietaria del terreno inquinato, si sono costituite parte civile. Stessa condanna chiesta per altre due persone

Segrate, 13 aprile 2012 - Quattordici mesi di reclusione. E' questa la richiesta del pubblico ministero di Milano Paola Pirotta per Vincenzo Bianchi, legale rappresentante della Lucchini Artoni, il bitumificio di Segrate da tempo al centro delle attenzioni per le emissioni di fumi, rumori e depositi di rifiuti contestati, anche nell'area dell'ex Dogana. Questa volta la condanna richiesta è stata avanzata per trasporto illecito di rifiuti speciali non pericolosi e gestione di discarica abusiva riguardo ad un appalto relativo alla stazione ferroviaria di Rogoredo, nell'agosto del 2008.
La Pirotta ha chiesto la stessa condanna davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano. Il Comune di Milano, parte civile rappresentata dal legale Marco Dal Toso, ha chiesto il risarcimento per danno morale e di immagine. Secondo l'accusa sul terreno, di proprieta della società Autostrade per l'Italia Spa a sua volta costituita parte civile, sarebbe stata realizzata la discarica abusiva. Autostrade è rappresentata dall'avvocato Enzo Brienza e ha chiesto il risarcimento del danno pari a 210mila euro per la bonifica del sito. L'udienza è stata rinviata a mercoledì 18, giorno in cui la parola passerà alle difese mentre il 21 maggio prossimo è prevista la sentenza.
da: Il Giorno (martesana)
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Campagne -
Viabilità
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Mercoledì 11 Aprile 2012 14:10 |
Partito Democratico, Italia dei Valori, Insieme x Segrate, Segrate Nostra, Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, SPI-CGIL, Cooperativa Edificatrice, Circolo Famigliare,
ORGANIZZANO
Saranno presenti Consiglieri dei gruppi Provinciali e Regionali del PD e Parlamentari.

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Giornali
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Mercoledì 14 Marzo 2012 17:01 |
Inchiesta sugli appalti sospetti per la manutenzione delle strade
I pm sono partiti da irregolarità a Segrate e sono arrivati fino agli affari di Milano
I politici: "Troppe aziende fanno cartello tra loro per aggiudicarsi i finanziamenti"

C’è un'inchiesta della procura, che ha allargato il tiro da Segrate a Milano. E ci sono tre interrogazioni a Palazzo Marino, presentate dal presidente del Consiglio comunale, Basilio Rizzo, e dal presidente della commissione antimafia, David Gentili, che rischiano di creare un caso politico nella maggioranza. Oggetto: gli appalti milionari per la manutenzione strade. Un settore discusso, sul quale una sentenza del tribunale di Milano si è già espressa in termini molto duri: quella che a ottobre ha condannato 30 imprenditori che avevano fatto cartello e due funzionari del Comune che avevano chiuso un occhio. Un sistema di aggiudicazione degli appalti, in vigore fino al 2006, definito «un vero e proprio sopruso», al punto che il collegio, presieduto da Pietro Caccialanza, è arrivato a chiedersi «a cosa possa servire, con tanta e diffusa illegalità, fare ancora le gare».
Ora i pm Paola Pirotta e Grazia Pradella indagano sui reati ambientali commessi dalla Lucchini Artoni. Su loro input, a fine febbraio la guardia di finanza ha sequestrato un cantiere da 30mila metri quadrati a Segrate, in un terreno nel quale è prevista la nascita del più grande centro commerciale d’Europa: lì la Lucchini Artoni, secondo l’accusa, smaltiva rifiuti speciali pericolosi, in prevalenza fresato d’asfalto. In quell’occasione i finanzieri hanno acquisito documenti anche negli uffici del comune di Milano, per capire quali siano gli appalti gestiti da quest’azienda, al centro già di altre inchieste giudiziarie, e in passato colpita da un’interdittiva chiesta dalla Direzione investigativa antimafia e poi ritirata dalla Prefettura dopo che l’azienda aveva dimostrato di aver troncato i rapporti con le imprese in odore di ‘ndrangheta alle quali subappaltava.
L’azienda — il cui patron, Giancarlo Bianchi, Ambrogino d’oro 2008, numerosi precedenti per violazione delle leggi urbanistiche e ambientali, è stato condannato in ottobre a quattro mesi, pena condonata, per aver fatto parte del 'cartello' — continua a ottenere cospicui finanziamenti da parte del Comune per i lavori che svolge. L’ultimo è di pochi giorni fa: 286mila euro come ultima rata d’acconto per un appalto per «interventi di manutenzione straordinaria su pavimentazioni in conglomerato bituminoso», bandito nel 2010 per un importo di 624mila euro, lievitato a 1.020mila euro con le integrazioni. Altre gare — per un importo iniziale di circa otto milioni — sono state vinte tra il 2010 e il 2011. Poi ci sono gli appalti concessi alla Edil Bianchi, impresa che fa capo alla stessa famiglia, al punto che una sentenza del Tar del 2003, confermata poi dal Consiglio di Stato, parla di «collegamento sostanziale» fra le due imprese. Il primo marzo alla Edil Bianchi è stato aggiudicato un appalto, con ribasso del 45,9 per cento, dall’importo iniziale di 5 milioni.
Mentre i pm cercano di ricostruire l’attività delle due società — coinvolte anche nell’inchiesta sui veleni di Santa Giulia — in Comune scatta l’allarme sul business dell’asfalto. Rizzo aveva già presentato a dicembre un’interrogazione, firmata anche dalla consigliera Anita Sonego, su un’altra azienda del settore, la Locatelli, coinvolta nell’inchiesta sulle mazzette al vice presidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, del Pdl. Il timore è che anche sulle strade milanesi possa essere finito materiale tossico, come si sospetta sia accaduto in quell’indagine.
L’assessore ai lavori pubblici, Lucia Castellano, elenca i nove appalti assegnati all’impresa dal 1999 a oggi, ma assicura: «Gli appalti hanno riguardato lavorazioni sugli strati superficiali». E comunque, aggiunge, le verifiche ci sono già. Risposta che non piace a Rizzo — «È insufficiente» — che ripropone la questione per la Lucchini Artoni: «Quali controlli ci sono, da parte dell’amministrazione, per evitare che il “fresato” delle strade del nostro Comune, dopo un riciclo, torni nelle nostre strade come prodotto “nuovo” e naturalmente come tale pagato?».
Nel frattempo, anche Gentili chiede lumi all’Amsa su «appalti per sei lotti per il servizio neve dei prossimi tre anni» affidati alla Edil Bianchi e alla Lucchini Artoni. E cita, oltre ai cattivi precedenti — per esempio la condanna di Vincenzo Bianchi a un’ammenda da 22mila euro per la terra da scavo del cantiere Garibaldi-Repubblica smaltita nel parco Sud — anche l’allarme lanciato dal pm Pirotta nel luglio del 2010, in commissione ecomafie, sui vecchi rapporti di subappalto tra le due imprese e alcuni padroncini calabresi. L’Amsa risponde: la certificazione antimafia è ok. Ma chiede chiarimenti per i nuovi casi giudiziari. «Non possiamo parlare, ci sono indagini in corso», fanno sapere dalla Lucchini Artoni. E l’assessore Castellano giura: «Decisioni non ne abbiamo ancora prese. Ma stiamo vigilando con la massima attenzione».
di DAVIDE CARLUCCI - Il Giorno 13/3/2012 |
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